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Il Governo fa luce sulla possibilità di spostarsi per viaggiare verso quei Paesi che sono fruibili per il turismo.
Il Governo, dietro richiesta di #ASTOI, scioglie finalmente il nodo riguardante gli spostamenti verso l’estero per motivi turistici, come previsto dal Dpcm attualmente in vigore. La risposta positiva del Viminale conferma la possibilità di viaggiare oltre confine, sebbene solo verso determinati Paesi. Il problema era stato portato alla luce di recente da ASTOI Confindustria Viaggi, l’associazione che rappresenta oltre il 90% del mercato dei tour operator italiani. Si trattava di capire in che modo si potesse conciliare la possibilità di uscire dai confini nazionali per motivi di turismo con l’obbligo di rispettare misure più stringenti con riguardo agli spostamenti interni. Come ormai ben sappiamo, i vari Dpcm che si sono susseguiti negli ultimi mesi disciplinano con particolare attenzione proprio la mobilità tra Comuni e Regioni, in senso più restrittivo con l’avvicinarsi delle feste di Pasqua.
Tuttavia, sulla base del Dpcm ancora in vigore è possibile viaggiare oltre i confini italiani per motivi di turismo verso i Paesi contenuti nell’elenco C.

La commissione Europea ha presentato il #GreenPass #Covid, per poter tornare a viaggiare a partire da questa estate. Il certificato sarà disponibile gratuitamente, in formato digitale o cartaceo e andrà a dimostrare che il viaggiatore è vaccinato, ha sviluppato gli anticorpi oppure è risultato negativo al test. La Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen:" Puntiamo ad aiutare gli Stati membri a ritornare alla mobilità in sicurezza e coordinata".

Quasi tutti i Paesi del nord hanno come obiettivo quello di vaccinare tutti i cittadini sopra i 18 anni, con l’eccezione della Norvegia il cui target è vaccinare solo le persone over 45. Come sta avvenendo in Italia, anche qui si segue un percorso che prevede dapprima la vaccinazione di persone particolarmente esposte o con patologie che potrebbero causare enormi problemi qualora venisse contratto il virus, e poi si procede per fasce d’età. Il governo danese ha preso un impegno piuttosto importante con il proprio popolo, dichiarando che tutti i maggiorenni avranno ricevuto la seconda dose del vaccino entro il 27 giugno 2021. I governi degli altri Paesi nordici non hanno dichiarato una data ben precisa, ma sono tutti allineati sul completare questa fase di vaccinazione entro la prima metà dell’estate.

Ordinanza n. 5 del 5.3.2021. prevista per l'ingresso in Sardegna 

In base all’ordinanza in vigore dall'8 al 24 marzo 2021 ogni passeggero deve registrarsi per l'arrivo in Sardegna e anche se il viaggio è breve non esistono eccezioni, deve seguire le disposizioni seguenti:

Tutti i soggetti che intendono imbarcarsi su linee aeree o marittime dirette in Sardegna, sono tenuti a registrarsi prima dell’imbarco tramite il modulo online: https://sus.regione.sardegna.it/sus/covid19/regimbarco/init;jsessionid=A0AFE3E494531A0B6C5155AC01625994.sus2?lang=it presente nel sito istituzionale della Regione Sardegna (www.regione.sardegna.it) o mediante l’applicazione “Sardegna Sicura” scaricabile dagli app-store per sistemi operativi IOS e Android. Ciascun passeggero dovrà presentare copia della ricevuta di avvenuta registrazione unitamente alla carta d’imbarco e a un documento d’identità in corso di validità. All’interno della suddetta registrazione potrà essere inserita anche quella dei minori a carico che viaggiano con il soggetto dichiarante.

Dal 10 febbraio la compagnia aerea low cost EasyJet introdurrà nuove regole per i bagagli a mano che non faranno piacere ai viaggiatori in quanto non si potrà più portare il trolley gratuito in cabina. Ryanair comunica invece che, a seguito del Covid-19, potrebbe essere richiesta della documentazione aggiuntiva prima del viaggio.
Ecco maggiori dettagli

Da lunedì 08 marzo 2021, chi vorrà entrare in Sardegna dovrà esibire un certificato che attesti la negatività al virus fatto nelle 48 ore prima dell’imbarco, oppure, in alternativa, al suo arrivo sull’isola dovrà immediatamente sottoporsi a tampone rapido. Questo è cio' che è stato riportato dall'Unione Sarda, giornale locale della Regione Sardegna, in cui viene rilanciata l’idea del passaporto sanitario del governatore Christian Solinas per monitorare chiunque voglia accedere alla sua Regione, da poco entrata in zona bianca. 

Pertanto dalla prossima settimana scatteranno i controlli anti-virus in tutti i porti e aeroporti. La Sardegna ha appena allentato le misure di contenimento e si trova però ora a fare i conti con la preoccupazione che, senza le restrizioni, la curva possa presto tornare a risalire. E così il governatore ha riproposto l'idea di un passaporto sanitario, come del resto aveva fatto anche la scorsa estate quando i contagi avevano ripreso ad aumentare nell'isola, scelta da moltissimi come meta per le vacanze.

Da lunedì se chi arriva avrà già un certificato che attesti la negatività al virus, eseguito nelle 48 ore prima dell'imbarco, una volta arrivato passerà da un percorso rapido e potrà uscire immediatamente dall'aeroporto. Chi non ha avuto  l'opportunità di farlo, dovrà sottoporsi in aeroporto a un test rapido, di quelli accreditati dall'Istituto superiore di sanità, e in pochi minuti avrà il suo risultato, se è negativo potrà tranquillamente accedere, in caso di positività scatteranno i protocolli previsti e quindi dovrà andare in quarantena.

 

Sono stati aggiudicati i contratti per l'installazione di centri diagnostici temporanei per la realizzazione di Tamponi Covid da eseguire sui passeggeri in partenza presso quindici aeroporti della rete Aena.

 Aena ha riferito lo scorso venerdì, in un comunicato, che i vincitori del bando del servizio sono state le aziende che hanno fatto uno sconto maggiore sui prezzi dei test, che verranno aggiornati ogni mese. Secondo le offerte presentate, la fascia di prezzo è compresa tra i 70 ei 58 euro per PCR (test molecolare); da 29,17 a 24,45 euro, per gli antigeni (test rapidi), e, da 35 a 29,34 euro per i test sierologici.

I locali saranno ubicati nelle aree di partenza dei voli ed effettueranno i test principalmente per i passeggeri che ne avranno necessità nell'aeroporto di arrivo laddove sono stati imposti dei controlli sanitari che prevedono test con esito negativo in arrivo.

Il servizio contribuirà a facilitare il ritorno dei turisti alle destinazioni di provenienza e per accedere in aeroporto per effettuare questi test sarà necessario presentare la carta d'imbarco, poiché l'ingresso è riservato ai soli passeggeri. I centri saranno attrezzati di un'area per effettuare il test, e altre per l'attesa e l'isolamento, e dovranno preservare la privacy del passeggero.

In caso di rilevamento di un risultato positivo dopo aver eseguito una PDIA per SARS-CoV-2, verranno attivati ​​i protocolli di allerta sanitaria stabiliti dalle autorità sanitarie delle comunità autonome. Gli aeroporti dove il servizio sarà abilitato sono: Adolfo Suárez Madrid-Barajas, Josep Tarradellas Barcelona-El Prat, Málaga-Costa del Sol, Alicante-Elche, Valencia, Sevilla, Bilbao, Palma de Mallorca, Ibiza, Menorca, Tenerife Sur, Gran Canaria, Fuerteventura, César Manrique-Lanzarote y La Palma.

 

E' obbligatorio un CODICE QR di controllo sanitario per tutti gli stranieri che arrivano in Spagna.

Prima di entrare in Spagna, i viaggiatori stranieri devono compilare un modulo online per ottenere un codice QR personale che presenteranno alla frontiera.

Il formulario può essere compilato online sul sito ufficiale o scaricando l'applicazione dedicata:

  • Sul sito web di SpTH Spain Travel Healthhttps://www.spth.gob.es/
  • Scaricando l'applicazione SpTH sul vostro cellulare.

Per tutti i viaggiatori che arrivano in aereo o in nave da un paese a rischio:

 E' obbligatorio Un TEST PCR per tutti i passeggeri provenienti da un paese ad alto rischio di coronavirus:

Aggiornate le regole per gli italiani che rientrano dall’estero: in base all’ultimo Dpcm è previsto l’obbligo di sottoporsi a tampone rapido per chi torna da un Paese europeo effettuato 48 ore antecedenti alla partenza, da presentare al personale della compagnia aerea al momento dell’imbarco o agli addetti dei vettori ferroviari alle stazioni; obbligo di quarantena per gli italiani che rientrano da Australia, Giappone, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Thailandia. In caso di mancata presentazione dell’attestazione relativa al test, si è sottoposti a isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria.