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Clima primaverile tutto l'anno. Montagne che svettano da un oceano blu profondo. Una fitta rete di sentieri e levadas per escursioni di tutti i tipi, un'abbondanza di frutta esotica e frutti di mare superlativi, vini insoliti che ammaliano con profumi e sapori intensi, fitte foreste di laurisilva con oltre tre quarti d’isola protetti da un parco naturale e riserva della biosfera Unesco, questa è l'isola di Madeira. A circa quattro ore di volo da Roma o Milano, Madeira è un paradiso per gli escursionisti di ogni specie. 

Le perle di Madeira
Le piscine naturali di lava nera di Porto Moniz non sono lontane dalla capitale dell’isola Funchal, raggiungibili in poco più di mezz’ora, si sono formate grazie all’incontro tra le onde dell’Atlantico e qualche eruzione vulcanica preistorica, che formava anelli appuntiti di roccia lavica nera lungo il litorale. Con il tempo, l’erosione ha trasformato gli anelli arrotondandoli e rendendoli uno dei posti balneabili più strani e più belli del mondo. Più di 4.500 metri quadrati di piscine di acqua salata limpide e tranquille, riempite dalle onde marine, scaldate dal sole tropicale e separate dall’impetuoso surf oceanico dalle pareti laviche.
Una rete di sentieri escursionistici, che segue più di 1500 chilometri di canali di irrigazione in pietra, stretti tra valli e montagne, noti come levadas, che attraversano in lungo e largo il massiccio montuoso di Madeira. Molti conducono alla foresta Laurisilva, un residuo della vegetazione semi-tropicale che copriva completamente l’isola prima che gli esploratori portoghesi arrivassero nel 1419, importante per l’equilibrio climatico che si riflette anche sulle grandi correnti atlantiche e cicloniche.
Una delle levadas più panoramiche è la Levada do Caldeirao Verde, che si snoda per sette chilometri penetrando con tunnel pedonali oltre le radure verdeggianti e regalando agli escursionisti le immense viste sull’oceano prima di emergere nuovamente in una radura dove una cascata si getta da 91 metri di altezza a formare un laghetto incantato di acqua cristallina. La parte est di Funchal permette di fare un viaggio sulle montagne russe lungo pendici vertiginose, villaggi pittoreschi e selvagge rive dell’Atlantico.La varietà di paesaggi è sconcertante: c’è l’Africa tra le piantagioni di banane di Calheta; c’è l’Irlanda a pochi chilometri lungo le falesie erbose di Ponta do Pargo; ci sono i paesaggi cinesi tra le vette di Pico Ruivo ricoperte di nuvole che sembrano dipinti.

Esplora ndo Madeira tra storia, natura e cucina
Il Mercado dos Lavradores di Funchal (il mercato degli agricoltori) è uno spettacolo unico al mondo. Venditori di fiori con vestiti tradizionali e gonne color arcobaleno. Mercanti di pesci che maneggiano machete per tagliare il tonno a forma di siluro e il temibile (ma ottimo!) pesce sciabola. Il pesce è favoloso, ma qui è la frutta l’attrazione principale. Quasi tutto quello che c’è al mercato cresce qui. Le banane dell’isola sono piene di sapore e c’è una varietà sconcertante di frutti della passione, papaia, mango, mele alla crema e qualcosa che assomiglia a una pigna chiamata monstera deliciosa, che ha il sapore della banana incrociata con l’ananas. Sicuramente, però, la curiosità porta tutti i visitatori a soffermarsi alla zona dei banchi del pesce per guardare da vicino il pesce sciabola.

È impossibile non vedere questi abitanti da incubo degli abissi oceanici: lucide creature simili a serpenti neri con occhi sporgenti e mascelle da lupo. Il pesce sciabola nero è il pesce preferito di Madeira: la carne bianca e soda viene servita ovunque, spesso in combinazioni strane ma gustose con banane fritte e maracuja.

Accanto al mercato, lo Snack Bar Coca Cola, con la facciata in marmo, serve un leggendario sandwich che schiaccia il pesce sciabola marinato con cipolla e aceto in un “bolo do caco”, una tipica pagnotta di Madeira fatta utilizzando farina di patata dolce. Ancora meglio se innaffiato con un bicchiere ghiacciato di birra corallo prodotta nell’isola. A Madeira anche il cibo è molto gustoso e particolare. Gli chef dell’isola utilizzano tutti ingredienti locali per creare piatti come la tempura di pesce sciabola nera, la crema di riso con patelle grigliate, il ketchup di tamarillo o la creme-brûlée di frutto della passione con gelato alla mela e basilico. I ristoranti di Madeira si stanno rapidamente costruendo una reputazione gastronomica interna ha dato una prima stella al prestigioso ristorante William nell’hotel di Reid.

Lasciandoci Funchal alle spalle, possiamo raggiungere la vertiginosa Fajã dos Padres, una striscia di terra ai piedi delle scogliere che la dominano, raggiungibile solo in barca o con una precipitosa discesa in funivia. Tavoli ombreggiati da palme si affacciano su una spiaggia di ciottoli, mentre tutto intorno ci sono giardini che forniscono frutta e verdura biologica. Un tempo Fajã era un ritiro per sacerdoti gesuiti che producevano dolci vini Malmsey per rendere più piacevole il loro isolamento, mentre i viaggiatori moderni che cercano di allontanarsi da tutto possono fermarsi a mangiare o sorseggiare un frullato di mango ai piedi della scogliera. Per continuare il nostro giro, arriviamo a Curral das Freiras, un villaggio circondato da un anfiteatro di montagne frastagliate. Il nome deriva dalle suore (freiras) che vi si nascondevano per sfuggire ai pirati che saccheggiavano le coste. A parte lo scenario drammatico, la cittadina è rinomata per le castagne raccolte dai pendii boscosi più bassi. In stagione, vengono mangiate arrostite in strada o su tavoli da pranzo, elaborate in piatti come zuppa di castagne, capretto arrosto con castagne e budino di castagne innaffiato con liquore di castagne.

Vale la pena, poi, dirigersi a nord verso Pico do Arieiro. La salita ripida vale la pena quando la strada emerge su un altopiano illuminato dal sole rotto da picchi spogli che si insinuano attraverso soffici nuvole bianche. Le viste possono estendersi dalla costa settentrionale frastagliata a Funchal, nel sud. Da qui un bellissimo sentiero panoramico porta alla cima più alta di Madeira, Pico Ruivo (rovinato) a 1888m di altitudine. Raggiunta la cima da dove si può ammirare l’isola come se fosse una carta geografica, ci si può dirigere verso Monte, la quintessenza dell’esperienza di un viaggio a Funchal dal 1850.

Sotto la bella chiesa di Nossa Senhora do Monte, che ospita le spoglie mortali di Carlo I, ultimo imperatore di Austria – Ungheria, bande di uomini muscolosi in pantaloni bianchi e cappelli di paglia si adagiano in mezzo a cataste di toboga fatte di canne intrecciate. I visitatori a due a due si infilano in uno di questi carrelli – slittino che saranno lanciati da due uomini su una discesa a strapiombo lungo due chilometri di ripidi vicoli stretti. I corridori si aggrappano alla slitta per guidarla verso Funchal a velocità che può arrivare anche a 65 chilometri all’ora. La corsa termina nei pressi di un parco pubblico dove ci si può riprendere prima di tornare alle bellezze madeirensi. 

Tratto dal reportage di #Trekking&outdoor